L'inflazione è di "classe"

L'inflazione non è uguale per tutti, può apparire una cosa banale, ma questo sta a significare che l'aumento del costo della vita, così come rilevato dall'Istat, produce effetti diversi sulle famiglie o sui singoli. E la discriminante principale, ovviamente, è il reddito.

Questa tesi è confermata da una ricerca eseguita dalle associazioni dei consumatori: "Una semplice simulazione effettuata operando sui dati Istat, aumentando o diminuendo il peso di alcuni prodotti per adattarli ad alcune tipologie di famiglie, mostra come l'inflazione varia dal 2% per una famiglia con reddito elevato, ad oltre il 4% per una famiglia a reddito basso".

Quindi, l'erosione del potere d'acquisto per le famiglie economicamente più svantaggiate è stata, nel 2002, doppia rispetto a quella subita da una famiglia agiata. Emerge inoltre che in 24 mesi (l'Istat come dato generale configura un incremento inferiore al 6% di inflazione) per un impiegato il costo della vita è aumentato dell'11,2%, per uno studente, considerando quello che consuma per suo bisogno, il 12,6%, mentre per un pensionato l'incremento è del 22,5%.

Ma come reagiscono i consumatori all'aumento dei prezzi? Come dato generale si osserva una diminuzione dei consumi e, sfogliando le percentuali, si legge che nella distribuzione moderna, cioè i supermercati, nel 2002 i consumi delle famiglie, già scesi dell'1% nel 2001, sono diminuiti del 3,5%. Il 2003 non si annuncia migliore, considerando che viene prevista un'ulteriore accelerazione (4,3%) della crescita dei prezzi.

In una conferenza stampa, le associazioni dei consumatori hanno ribadito le loro critiche sulla gestione del paniere Istat. Quanto agli eccessivi aumenti propongono una modifica del codice penale, per chi applica aumenti superiori all'inflazione calcolata dall'Istat. Ma per Rifondazione Comunista la lotta al caro-vita non può essere condotta con un eventuale contenimento dei prezzi, a colpi di codice penale, criminalizzando la categoria dei commercianti.

E' attraverso la lotta per la difesa del potere d'acquisto delle classi lavoratrici e tramite una grande stagione di rinnovi contrattuali, che si può capovolgere significativamente la tendenza che orienta il panorama economico e sociale italiano: Allineamento dell'inflazione programmata a quella reale, difesa ed estensione dei contratti nazionali, reintroduzione di un meccanismo automatico di recupero dell'erosione degli stipendi e delle pensioni (tipo scala mobile): su questi temi è necessario incalzare ed incanalare le lotte future e contestualmente spingere perché diventi il programma strategico e prossimo del movimento sindacale e delle forze politiche che vi gravitano attorno. Fuori da queste iniziative sarà solo fumo, e a pagare continueranno ad essere i soliti noti, cioè i ceti sociali ed economici più deboli.

Ugo Criste

Questi sono i rincari decisi dal Governo per i prossimi mesi

LUCE + 2,5% ACQUA + 2% POSTE + 0,77% AUTOSTRADE + 1,5% GAS + 2,2% Rcauto + 10% CANONE RAI + 3,5% TRENI + 2,5% SIGARETTE + 10%

A questi bisogna aggiungere i rincari decisi da Comuni e Regioni a seguito dei tagli dei finanziamento dallo Stato agli Enti Locali. Dal mese di marzo il Comune di Genova, nonostante l'opposizione di Rifondazione Comunista, ha deciso l'aumento del biglietto dell'autobus che passerà da o,77 a 1 € (+ 30%)

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