"Volete voi estendere a tutti i lavoratori subordinatii diritti e le tutele previsti dall'art. 18 della legge 20 maggio 1970, n.300?"

"Volete che sia abrogata la servitù di elettrodotto stabilito da un decreto regio dell'11 dicembre 1933 e che stabilisce che ogni proprietario è tenuto a dare il passaggio alle condutture elettriche aree e sotterranee?"

Diritto al lavoro-diritto alla salute

Questa volta SI può dire SI

I referendum che richiedono l'estensione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori a tutti e tutte le lavoratrici, indipendentemente dalla dimensione dell'azienda in cui lavorano e quello per abrogare la legge che permette l'esproprio di terreni privati a favore della costruzione di elettrodotti, rappresentano una straordinaria opportunità per rilanciare con successo la battaglia in favore dei diritti.

Sulla modifica dell'articolo 18, che segna l'impossibilità per i padroni di licenziare discrezionalmente, richiesta dalla Confindustria e sostenuta dal governo mediante le leggi delega contenute nel famigerato Libro Bianco, nel corso del 2002 si è assistito ad un grande rilancio delle lotte del movimento operaio. Questo conflitto è stato assunto anche da quei soggetti (giovani, disoccupati/e, lavoratori /lavoratrici atipiche, pensionati/e) che, pur non coperti da quella norma, hanno immediatamente compreso come l'eventuale eliminazione dell'articolo 18 avrebbe rappresentato la leva per un'ulteriore e definitiva offensiva contro i diritti di tutte e di tutti.

Quella straordinaria lotta ha arrestato temporaneamente l'iniziativa legislativa del governo che però, contrariamente a quanto viene ancora da taluni sostenuto, non è affatto terminata. Infatti il 5 febbraio scorso il Senato ha approvato un primo pacchetto di norme che introduce forme ancora più esasperate di lavoro atipico e flessibile. Il referendum offre quindi l'opportunità di eliminare definitivamente il tema dall'azione di governo riuscendo inoltre ad estendere questo tema a tutti e tutte quante ancora vi sono escluse. Si offre oggi la circostanza di una iniziativa sociale e politica che non solo provi a contrastare e resistere alla virulenza padronale, ma ingaggi un'offensiva per innalzare su un piano più alto e più esteso diritti da cui una parte consistente del mondo del lavoro è ancora escluso.

Il referendum sull'articolo 18 è un referendum che unisce. Unisce i lavoratori che difendono un diritto a quelli che non l'hanno e lo reclamano; chi lavora e chi non lavora.

QUESTA VOLTA SI PUO' VINCERE.

Il quesito sulla costruzione coattiva di elettrodotti su terreni privati pone in discussione il diritto alla salvaguardia della salute e la possibilità per i cittadini di far valere la propria volontà su scelte che li riguardano. Anni di battaglie da parte di comitati sorti spontaneamente hanno dimostrato la pericolosità per la salute dei grandi elettrodotti che passano in mezzo e sopra le nostre case e i luoghi di lavoro. Per le basse frequenze (elettrodotti) l'indagine epidemiologica ha dimostrato un aumento di patologie anche gravi, anche a esposizione centinaia di volte inferiori a quelle individuate per la protezione dai cosiddetti effetti acuti. VOTANDO SI a questo referendum possiamo opporci alla costruzione di elettrodotti già di per sé nocivi e ancor più pericolosi se posti nei pressi di abitazioni e luoghi di lavoro; contro la logica che guarda solo al profitto e calpesta i diritti fondamentali dei cittadini.

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