COME IL W.T.O. CERCA DI DISTRUGGERE IL NOSTRO STATO SOCIALE, I NOSTRI DIRITTI

COS'E' IL W.T.O.

L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO) nasce nel 1995 alla conclusione del più lungo dei cicli negoziale del Gatt, l'Uruguay Round, lanciato nel settembre 1986 a Punta del Este. Oggi il WTO conta 144 paesi aderenti. Dopo l'ingresso della Cina oltre il 90% degli scambi internazionali di merci ricade sotto la giurisdizione di tale organizzazione. Tuttavia il WTO non si occupa soltanto di favorire la libera circolazione delle merci attraverso l'estensione del GATT, ma anche di altri temi come la liberalizzazione del settore dei servizi (GATS), della tutela degli investimenti connessi al commercio (TRIMs), della tutela dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPs), di agricoltura (AoA), e in generale della regolamentazione di gran parte di quelle misure che impedirebbero o limiterebbero la libera concorrenza a livello internazionale: sussidi, antidumping, regolamenti doganali, norme sanitarie e fitosanitarie, eccetera.

Per informazioni: info@campagnawto.org - visitate il sito: www.campagnawto.org

 

Appello del tavolo nazionale FERMIAMO il WTO

Siamo nel pieno della guerra globale permanente, che ora colpisce il popolo iracheno e che minaccia di estendersi ad altri popoli nel mondo. La guerra globale rappresenta il tentativo del modello neoliberista di rispondere alla propria crisi. Con l'uso della forza e l'esercizio del dominio tenta di perpetuare un modello iniquo, in cui la ricchezza sociale è concentrata in poche mani mentre miliardi di persone sono private dei beni e dei servizi essenziali………

Ma la guerra non è solo militare: vita, diritti e beni comuni sono quotidianamente minacciati dalle politiche neoliberiste che le grandi istituzioni internazionali -Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, WTO- portano avanti, per sottrarre ricchezza sociale, giustizia e democrazia ai popoli e per consegnarli nelle mani delle multinazionali. Nel prossimo mese di settembre, a Cancun (Messico), il WTO terrà un nuovo vertice. In quella riunione cercherà di far fare un decisivo passi avanti alle politiche neoliberiste per giungere alla mercificazione totale dei beni comuni, alla liberalizzazione dei servizi pubblici, alla riduzione degli spazi e dei diritti collettivi. Il sistema di accordi in corso (Gats, AoA, Trips, quelli per aree e/o bilaterali) vuole attuare la completa mercificazione dei servizi essenziali, dall'agricoltura alla gestione dell'acqua, dall'energia ai rifiuti, dall'istruzione alla produzione di sapere, dai trasporti alla sanità, rivelando sempre più il suo carattere ademocratico e liberticida, incompatibile con un mondo di pace e di giustizia sociale. La riunione del Wto sancisce l'imposizione di politiche che condizioneranno i governi e tutte le istituzioni anche a livello locale, sottraendo spazi di democrazia e concentrando nelle proprie mani un potere che nessuna organizzazione internazionale ha mai avuto; un potere che porta alla progressiva svendita dei diritti di tutti, primo fra i quali il diritto alla vita.

Per queste ragioni, come organizzazioni della società civile e dei lavoratori, reti, ONG, comitati popolari e loro coordinamenti, associazioni ambientaliste e dei consumatori, lanciamo un tavolo nazionale " FERMIAMO IL WTO " come luogo aperto di iniziativa e di coordinamento tra tutti coloro che si pongono l'obiettivo di far fallire il vertice di Cancun e di contrastarne le politiche neoliberiste, per bloccare una deriva che mina le stesse basi della democrazia.

Un tavolo che assuma come positive le esperienze di tanti soggetti, comitati, gruppi locali e nazionali che si sono mobilitati in favore della sovranità alimentare dei popoli e per far vivere l'agricoltura locale, contro la privatizzazione dei servizi, la mercificazione dell'acqua e dei beni comuni e per una nuova economia pubblica partecipata, contro le nocività dei cicli produttivi e per il diritto alla salute, contro la sottrazione di spazi di democrazia e per l'estensione dei diritti collettivi. Un tavolo che sia luogo di valorizzazione delle rispettive differenze e che contemporaneamente possa diventare momento di rilancio delle lotte sociali verso un altro mondo possibile, più equo e più giusto; una rete di realtà che con i loro diversi linguaggi decidono di coordinarsi, trovando un terreno comune di lotta e di proposte. Un tavolo che costruisca consapevolezza e mobilitazione nei territori affinché l'agricoltura, l'acqua, i servizi pubblici, la salute, l'ambiente, l'energia, l'istruzione, la cultura, gli investimenti e gli appalti pubblici siano fuori dall'Organizzazione Mondiale del Commercio e per costruire luoghi realmente democratici di promozione dei diritti sociali e ambientali a livello globale.

FERMIAMO IL WTO A CANCUN. FERMIAMO NEI TERRITORI LA MERCIFICAZIONE DEI BENI COMUNI E LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI. IN DIFESA DEI DIRITTI DI TUTTI

Per approfondimenti http://www.rifondazione.it/ad/movimenti/Gats/documenti/relazione_ricci.html

MOZIONE APPROVATA DALLA

PROVINCIA DI GENOVA

· Premesso che l'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (Agcs - GATS) firmato a Marrakesh nel 1994, costituisce una fonte di limitazione delle possibilità di regolamentazione, da parte dei governi aderenti, nel settore del commercio dei servizi;

· Premesso che l'Accordo Generale sul commercio dei servizi stabilisce all'articolo I che anche le decisioni "locali e regionali" rientrano sotto la sua giurisdizione;

· Visto che sono attualmente in corso, presso la sede dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, le trattative per un ampliamento di questo Accordo, che potrebbe portare a nuovi limiti per la sovranità delle amministrazioni pubbliche, dal livello locale a quello nazionale;

· Considerato che i negoziati stanno avvenendo in assoluta segretezza e senza alcun controllo democratico.

· Considerato che il nuovo Agcs, secondo le opinioni di alcune O.N.G. del settore, renderebbe impossibile per ogni Amministrazione Locale rendere operativa qualsiasi nuova delibera o ordinanza che abbia una possibile influenza "discriminatoria"sul commercio dei servizi;

RITIENE che il ruolo delle Autonomie locali di Governo territoriale e dei servizi, anche rispetto al tema, evidenziato nella presente mozione, della difficile, ma essenziale, globalizzazione dei diritti, sia effettivamente ed autenticamente valorizzato.

SI OPPONE ad un ampliamento dell'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi che preveda limitazioni al diritto che gli è proprio di governare e di esercitare la propria sovranità a livello di comunità locale, in base ad un programma che i cittadini scelgono attraverso libere elezioni;

CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO

1. Di rendere pubblici i documenti finora prodotti dalle consultazioni in seno all' Unione Europea;

2. Di impegnarsi affinché l'articolo I dell'Agcs sia modificato in modo da escludere i "governi locali";

CHIEDE ALL'UNIONE DELLE PROVINCE ITALIANE

Di seguire l'andamento delle trattative presso l'OMC e di informare le Amministrazioni locali.

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA

- a dare continuità di approfondimento e di stimolo del dibattito attraverso iniziative specifiche (incontri, convegni, ecc.) per diffondere la conoscenza di questo Accordo, anche sostenendo le Associazioni e le O.N.G. impegnate su questo tema, costruendo relazioni e rapporti con esse, anche attraverso la Campagna nazionale "Questo mondo non è in vendita". …..

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